Non potrebbe esistere nome più appropriato per la gara di stamattina a Cecina perché a molti è venuta proprio voglia di spaccare qualche ciocco. Forse a tutti. QUARANTA minuti di ritardo sulla partenza sono davvero troppi. Tutti i membri del nostro gruppo erano già pronti per abbandonare il campo alle 10.00 nel caso non fosse arrivata l'ambulanza prevista (con medico, in realtà, assoldato per caso sul posto mentre si recava a votare). Sul filo del rasoio, per soli 6 minuti, siamo riusciti a prendere il via. Di chiunque fosse la responsabilità della mancanza, individuale o collettiva, rimane un fatto inaccettabile sia nel rispetto degli atleti con velleità agonistiche (che hanno visto saltare completamente la preparazione pre-gara) sia di tutti coloro che comunque di domenica mattina sottraggono del tempo ad altre attività (come lo stare in famiglia) per ritagliarsi uno spazio per il proprio benessere e divertimento.

Non ci si stupisca, quindi. se esistono notevoli disparità in termini di partecipazione tra gare (impropriamente) considerate omologhe o appartenenti ad uno stesso circuito. Come recitava uno spot pubblicitario di qualche anno fa "la potenza è niente senza controllo": di fronte ad un episodio di questa portata, tutto quello che segue viene inevitabilmente valutato diversamente e sminuito. Ricorrere a mezzi tecnologici all'avanguardia perde tutto il suo valore, se poi mancano le basi. Così come passa in secondo piano il percorso, le premiazioni etc.

Finchè c'è corsa, c'è speranza.